Si sta svolgendo in questi giorni a Volvera il primo raduno dei giovani di Libera.
Il PerformingMediaLab/Pie si occupa della copertura mediatica dell’evento, che potete seguire sulla community LiberaGiovani.
Giovedì 8 luglio è la giornata del campo dedicata ad un nostro intervento, state sincronizzati per futuri aggiornamenti. In ogni caso l’evento sarà coperto da una diretta video, sempre visibile da LiberaGiovani!
La sperimentazione sui format comunicativi inizia con glocalmap.to nel febbraio 2006 in occasione delle Olimpiadi a Torino e poi continua il 21 Marzo 2001 per la giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia.
Memoria antifascista a Torino
L’esperimento successivo è stato fatto in partnership con il Museo Diffuso della Resistenza di Torino. Il geoblog resta accessibile qui.
In questo progetto, sviluppato nel 2007 usavamo i mobtag (qr-code in particolare) come link per raggiungere una versione mobile del sito sulla quale si poteva partecipava alla discussione dei luoghi.
Stories on Geographies
Con Stories on Geographies il progetto dei luoghi della memoria antifascista è stato ampliato a livello europeo in partnership con altri musei europei.
Geobeni
L’ultimo progetto in ordine cronologico è Geobeni, una capillare mappatura dei beni confiscati alla mafia in Piemonte con l’attuale ridestinazione e utilizzo.
Il 23 Aprile 2010, 100 istituti della Provincia di Torino sono stati sigillati da task force di studenti per dire ancora una volta dell’esigenza di una scuola pubblica che sappia formare i giovani, futuro del Paese. La documentazione della smart mob è stata molto efficace, tanto da essere ripresa anche dalla web tv di Repubblica.
Instant Report
Lunedì del Ministro
Durante i Lunedì del Ministro, a partire da Gennaio 2007, abbiamo iniziato a sperimentare tecniche di instant reporting, che successivamente si sono evolute attraverso gli
Instant Blog
articoli spediti via MMS pubblicati direttamente sul sito di Acmos, strumento che ora usiamo quotidianamente.
Democrazia2.0
Durante la settimana di lavori di Democrazia2.0 abbiamo coperto l’evento ampiamente attraverso Twitter, ottenendo la prima posizione nella tag più usata in Italia più volte durante la settimana dell’evento.
Visible Tweet
Ormai da qualche mese sfruttiamo Visible Tweet per tener traccia degli interventi durante assemblee e incontri. In questo modo il dibattito ha sempre un rimando dal pubblico fortemente visibile stimolando la discussione e gli interventi.
L10
Per le elezioni regionali di Marzo 2010 Libera Piemonte ha sviluppato una piattaforma politica che ponesse importanti questioni a tutti i candidati per garantirne la qualità. Il sito di L10 raccoglie tutte le video interviste effettuate e alcune statistiche elaborate a posteriori.
Come sviluppare lo strumento L10 per le elezioni comunali di Torino nel 2011?
Performing Media Lab
un progetto formativo sulla creatività giovanile nell’era del web 2.0
Dal 22 al 29 maggio 2010 a Casale Monferrato si svolgerà un laboratorio per l’innovazione territoriale: per lo sviluppo di una creatività sociale delle reti, tra web e territorio.
Un progetto formativo su marketing territoriale, performing media e social networking a cura di teatron.org
inscritto nel Piano Locali Giovani-PLG promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Comune di Casale Monferrato – Assessorato alla Gioventù, in collaborazione con l’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani e la Rete Iter.
Il progetto consiste nell’attuazione di un’attività formativa funzionale allo sviluppo di project-work (progetti di narrazione del territorio e prototipi di comunicazione pubblica interattiva) in collaborazione con l’Alta Scuola di Imprenditoria Giovanile promossa dall’associazione ARGO e nello sviluppo di un social network connesso a un geoblog (www.geoblog.it/monferrato )in cui mappare le realtà rilevate dal lavoro d’indagine, secondo l’impronta del marketing territoriale.
Il 29 maggio 2010 il Performing Media Lab si concluderà con un evento finale nel Castello di Casale Monferrato con una tavola rotonda (ore 16) sul “Performing Media per l’Innovazione territoriale” in cui si tratterà delle diverse modalità di comunicazione multimediale tese alla valorizzazione delle dinamiche partecipative, come i blog di quartiere promossi da Ars Media, le attività sui social media promosse da Libera, le pratiche open source ed altre esperienze emblematiche nella Regione Piemonte.
Un appuntamento preliminare sarà quello del 25 maggio alla Cascina Caccia, bene confiscato alle mafie, allocato nel Comune di S.Sebastiano Po, dove si svolgerà, in collaborazione con Acmos e Libera Piemonte, un seminario sulle pratiche ludico-partecipative dell’educazione alla legalità, integrato ad un laboratorio sui diversi format di performing media per la creatività sociale delle reti, come l’instant blog via twitter.
Questa giornata sarà seguita in diretta radiofonica da Radio Gold e anticipata da un “radio raid” che vedrà il percorso verso Cascina Caccia (da diversi punti: Casale Monferrato, Alessandria e Torino) scandito da una trasmissione animata dai partecipanti via mobile e ascoltata via autoradio mentre scorrerà dai finestrini il paesaggio del Monferrato.
Performing media è una progettazione che non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi ma la progettazione di eventi e piattaforme cross-media per l’interazione tra le reti e il territorio.
L’attività di ricerca è rivolta non solo al sistema dei media ma alle peculiarità dei territori, con tutte le loro valenze, sia tradizionali sia d’innovazione.
Si tratta di progettare un uso sociale e creativo delle reti attraverso un particolare approccio di marketing strategico, la cosiddetta Innovazione Territoriale, innervato alle soluzioni più evolute dell’Interaction Design e del web 2.0.
Un cantiere aperto di nuova progettazione teso ad attuare nuovi format di comunicazione pubblica interattiva come il social network, il geoblog, il mobtagging (l’uso di codici digitali che trasmettono link e testi ai cellulari), bluetoothing, l’interaction design urbano (ambientazioni multimediali di public art) e il digital story-telling, per narrare il territorio attraverso proiezioni multimediali.
Traslando dall’economia al Web la metafora della bolla speculativa, Haque sostiene che i social media stanno mettendo in circolazione connessioni “di bassa qualità”, che raramente si trasformano in qualcosa di solido e duraturo. Insomma, c’è un’inflazione della relazione: un aumento del numero delle relazioni apparenti, come la corsa all’aggiunta degli amici su Facebook, a cui non corrisponde l’aumento delle relazioni reali.
Per argomentare il suo punto di vista, presentato come un’ipotesi, Haque riflette sul fatto che i social media non liberano dall’esistenza di dinamiche di monopolizzazione e controllo degli snodi mediali principali; inoltre, nei social network continuerebbe a prevalere l’omofilia, cioè l’adesione o la costruzione di reti esclusive con chi viene sentito “simile” a sé; inoltre, poiché le relazioni non sono facilmente monetizzabili, i gestori dei social network principali tenderebbero a fare ricorso a metodi “estrattivi ed eticamente discutibili” per avere profitti.
ROMA – Circa un migliaio di persone si sono trovate venerdì mattina davanti a Montecitorio per il V-Day V come Vendetta organizzato dalla trasmissione radiofonica lo Zoo di 105. Un sit-in di protesta contro la classe politica organizzato da Enrico Aprico, un flash mob (gruppo di persone che si riunisce all’improvviso) nato su Internet e prosperato in Facebook (dove Marco Mazzoli, Fabio Alisei, Paolo Noise) hanno la stratosferica cifra di quasi 630mila affezionati fan-ascoltatori.
Dentro al PerformingMediaLab di via Salgari a Torino, mi capita spesso di dover spiegare cosa significhi fare «un uso sociale dei media». Solitamente chiedo sempre ai miei interlocutori di immaginare quante persone potranno sapere di quel nostro incontro, di quel nostro dialogo, di ciò su cui abbiamo discusso. Ovviamente nessuno se non i presenti nella stanza.
Quante persone, ogni giorno, possono sapere ciò per cui il nostro movimento lavora, lotta, resiste, si muove? Il rischio è di rispondersi nell’ennesimo modo: nessuno. Ecco quindi che diventa fondamentale riflettere su come un movimento si racconta, perché esso vuole, per antonomàsia, raggiungere altri cittadini con i propri messaggi, coinvolgerne nelle proprie iniziative; ecco quindi che la “mediaticità” assume, al di fuori dei circoli mediatici classici e logori e sovraffollati dai soliti noti, un significato più alto: noi abbiamo, per dirla con Santoro, non solo il diritto di portare i nostri contenuti a quanti più cittadini possibili, ma anche il dovere di farlo.
Internet ed i suoi network sociali rappresentano una possibilità mai avuta prima: i nostri genitori scrivevano diari chiusi in cassetti inaccessibili, noi i nostri diari li scriviamo sul web ed i nostri pensieri hanno la potenza di raggiungere chiunque. Possiamo così oggi, in potenza, aggirare i bastioni dei mass media – fossilizzati nella forma della politica di turno – utilizzandone di nuovi ed, in parte, ancora da scoprire e da creare. Noi lo facciamo in modo sempre crescente da anni, abbiamo un ambito che lavora per questo, abbiamo dedicato un campo scuola di ACMOS a Boves interamente a questi temi, è da sempre che diciamo a favore della libertà di stampa, abbiamo appena chiuso un 20 Marzo al quale ha partecipato anche Articolo21 per dibattere su questi temi in un workshop pomeridiano; battiamo questa strada da tempo e la battiamo assieme a Teatron.org – leggasi Carlo Infante. Ieri con “raiperunanotte” ci siamo trovati assieme a seguire un evento mediatico, ma ne abbiamo decretato il successo con la nostra partecipazione, l’abbiamo fatto noi di ACMOS e Libera Piemonte assieme ai cittadini che hanno voluto esserci, siamo stati coerenti con le nostre idee ed abbiamo fatto tutto questo nella sede del nostro ambito “Xmedia” in un bene confiscato alla camorra e di cui ci riappropriamo anche così. Ci siamo sentiti rincuorati per come nuovi media e network sociali si siano naturalmente congiunti per creare uno spazio d’informazione dove spazio non c’era, ma anche perché è stato sdoganato un metodo, un approccio, una possibilità cui lavoriamo indefessamente da tempo. Mettere a frutto l’occasione dipende, ancora una volta, dall’impegno, dalla profezia, dalla creatività e dalla necessità di dire di noi per essere veri che stanno in ognuno di noi.