Bolla dei social media

Esiste un’enfasi ingiustificata sulle relazioni rese possibili dalle piattaforme di social networking?

Secondo me si.

Sono le tesi di Umair Haque apparse sul blog della Harvard Business Review e riprese da un articolo di oneweb20:

Traslando dall’economia al Web la metafora della bolla speculativa, Haque sostiene che i social media stanno mettendo in circolazione connessioni “di bassa qualità”, che raramente si trasformano in qualcosa di solido e duraturo. Insomma, c’è un’inflazione della relazione: un aumento del numero delle relazioni apparenti, come la corsa all’aggiunta degli amici su Facebook, a cui non corrisponde l’aumento delle relazioni reali.

Per argomentare il suo punto di vista, presentato come un’ipotesi, Haque riflette sul fatto che i social media non liberano dall’esistenza di dinamiche di monopolizzazione e controllo degli snodi mediali principali; inoltre, nei social network continuerebbe a prevalere l’omofilia, cioè l’adesione o la costruzione di reti esclusive con chi viene sentito “simile” a sé; inoltre, poiché le relazioni non sono facilmente monetizzabili, i gestori dei social network principali tenderebbero a fare ricorso a metodi “estrattivi ed eticamente discutibili” per avere profitti.


6 Responses to “Bolla dei social media”

  • carlo infante Says:

    e allora?
    lo sappiamo da sempre noi: dal primo incontro pubblico del 2006 sulla progettazione sociale dei social network in cuio si esplicitò in risposta a MySpace (facebook non c’era ancora) un OurSpace.
    Sappiamo che questa pista del web 2.0 è una delle poche percorribili x riequilibrare le sorti della politica
    anche se piena di mine…

  • Enzo Cascini Says:

    Rifkin risponde ad Haque, a mio modo di vedere.
    Ma forse potevamo già rispondere noi.

    Che scoperta è che le relazioni dietro uno schermo sono meno profonde?
    Il vero intento è quello di portare le relazioni dalla rete digitale a quella reale e viceversa!

     
    Ecco l’interessante saggio di Rifkin

    SETTE del IL CORRIERE DELLA SERA
    “Rifkin: i ragazzi salvano il mondo” ultimo saggio di Jeremy Rifkin
    http://www.gruppoabele.org/Images%5CFile%5Crifkin224uno.jpg
    http://www.gruppoabele.org/Images%5CFile%5Crifkin224due.jpg
     

    Ho letto le proposte di Carlo su l10torino e le trovo molto molto interessanti: in fondo Welaika è anche questo, no?
    Se queste nuove tecnologie, se questo nuovo modo di “pensare” diventano impresa, economia, lavoro…
    beh è una figata pazzesca!
    Allora potremmo chiamare quelle di Haque balle speculative…

     

  • carlo infante Says:

    si, la bolla “speculativa” rispetto all’overload di relazioni senza senso c’è ma la risposta è nel progettare senso nei social network e non astrarsene. troppi snob non aspettano altro.
    ho inserito delle note a proposito qui
    http://l10torino.liberapiemonte.it/

  • @nto Says:

    E’ vero che sappiamo da sempre che le relazioni dietro a uno schermo rischiano di essere meno profonde ma credo che Carlo abbia centrato il punto: nel 2006 parlavamo di OurSpace.

    Nel 2006, chi di noi si ricorda oltre Carlo e Marco? Trovo siano aspetti da problematizzare nuovamente alla luce di affermazioni come la seguente

    “In alcuni paesi Internet è uno strumento essenziale al fine di trasmettere informazioni e notizie che, altrimenti, non arriverebbero ai destinatari. In altri paesi, dove la notizia arriverebbe comunque, Internet può essere un modo di rinchiudere i giovani in una solitudine del tutto virtuale, al di fuori della realtà”. (Umberto Eco)

    Credo che Carlo abbia dato una risposta su L10 “Elaborare un’analisi dinamica dei modelli economici possibili determinati dalla partecipazione attiva alla Società dell’Informazione, dove sono gli utenti, i CITTADINI ATTIVI a produrre informazione, senso e nuove relazioni sociali.” ma sarebbe bene sviscerlarla prima fra di noi.

    Detto ciò, sappiamo quanto i social media incidono nella vita degli occidentali (vi consiglio di guardare il video che segue); per questo il nostro lavoro sarà sempre più importante.

  • Enzo Cascini Says:

    “Non chiederti cosa può fare il web per te, chiediti cosa puoi fare tu per il web ed avrai la risposta alla prima domanda”
    :-)

Leave a Reply

Powered by WP Hashcash